luce oltre il confine
1.terra di decadenza
2.risveglio
3.spettri sul fiume
4.verso l'alba di nuova vita
5.trascendenza
2.risveglio
3.spettri sul fiume
4.verso l'alba di nuova vita
5.trascendenza
Recensioni
EUTK
La prima cosa che mi ha colpito dei bresciani Umbra Noctis è il loro voler suonare black metal senza però aderire in senso stretto ai rigidi stilemi del genere. Un problema che in quest'area è molto sentito dai gruppi emergenti, forse anche per il ricordo di quello che accadeva all'inizio degli anni novanta a chi era ritenuto responsabile di occuparsi di temi più leggeri o addirittura legati a tematiche sociali. Ma i tempi fortunatamente sono cambiati e nel frattempo il black è stato stravolto e rivisitato innumerevoli volte, riuscendo a essere in parte strappato da quell'immagine di corpse painting, croci rovesciate e profanazione di tombe. Questo preambolo è necessario per spiegare l'alone di positività e ottimismo che pervade "Luce Oltre Il Confine", storia di uno qualsiasi di noi che prende coscienza di vivere in un mondo decadente in continuo declino. Da qui la decisione di intraprendere un viaggio di purificazione verso un obiettivo sfumato e imprecisato, che attraverso una devastante battaglia lo condurrà a una meta finalmente appagante. Lo stile scelto per raccontare questa storia è un black metal dalle tinte epiche e battagliere, spesso venato di death ma capace anche di qualche incursione in territori folk. La maturità artistica del gruppo non è ancora totalmente raggiunta, visto che a parti riuscite e ben coese si accostano pezzi in cui il songwriting pare più incerto e amatoriale. Nonostante la semplicità delle strutture risultano evidenti le buone capacità tecniche dei cinque componenti, in particolare per quanto riguarda il comparto vocale. La sovrapposizione di screaming e growling è valida, ma forse un pò abusata, mentre gli inserimenti di voce pulita aggiungono altra epicità a quella già creata dalla musica. Forse rivedrei l'esperienza del cantato in italiano, che rende le parole un po' banali e nelle parti declamate lascia intravedere qualche inflessione dialettale che rende il tutto meno credibile. Ma si tratta di una scelta personale, e come tale va rispettata!
Voto: 7/10
LEGIONE NERA
Promettente formazione black metal nostrano gli Umbra Noctis! che ci propongono il loro "Luce Oltre il Confine". Dopo una Intro in prosa, parlato e recitato su una base strumentale marziale e solenne, si parte con una vera e propria raffica di neve fatta di chitarre glaciali e batteria tagliente: ma fin qui niente di insolito per un brano black che si rispetti potrebbero obiettare i più acuti di voi.. ebbene invece c'è da dire più! Anzitutto già dalla prima e vera song "Risveglio" si evidenziano una certa perizia tecnica e una certa abilità nel dare interessanti sfumature ai brani a livello sonoro, in secondo luogo il cantato in madre lingue è uno dei migliori che abbia mai sentito, scandito e chiaro e si capisce senza avere sotto un libro delle profezie di Nostradamus come spesso capita con certi gruppi black o pseudo parodie di essi. Il testo che si coglie al primo ascolto può veramente qui ricoprire parte fondamentale del brano arricchendolo di molto e rendendolo più significativo e persuasivo! Anche i cori a voce pulita devo dire che non deludono mostrandosi epici e astutamente melodici. Molto convincente anche il fraseggio delle doppie chitarre, che crea accattivanti intrecci melodici. Già il primo riff del terzo brano senza aver ancora ascoltato il resto della song mi persuade a pensare che il cd che sto ascoltando sia qualcosa di veramente valido e credibile. Molti cambi di tempo formano il pezzo, "Spettri Sul Fiume" appunto, mostrando a mio modestissimo parere un certo e pregevolissimo background death metal a livello chitarristico: la song ha veramente "tiro" se mi passate l'espressione e sa colpire diretta l'orecchio di colui che vuole farsi travolgere da una bufera black metal in piena regola. Certo non manca nel riffing un certo sound che potremmo ricondurre alla nostra nostrana scena e direi che anche questo è pregevole, facendo spiccare la band fra coloro che meglio sanno interpretare la valenza che il verbo nero ha assunto nella penisola. Decisamente più strano il quarto brano che suona tuttavia ugualmente accattivante: si tratta infatti di un pezzo Mid Tempo che definire solamente "Cattivo" sarebbe riduttivo ed equivarrebbe a non rendergli giusta grazia: esso appare infatti ossessivo martellante funebre, malsano, colmo di odio! La parte centrale a chitarre acustiche e successivamente la parte recitata a clean vocals poi non saprei bene neanche come descriverle e classificarle e di fatto non ce ne è bisogno! basta dire che sono semplicemente azzeccatissime, in questa song che risulta un'inno alla guerra teatrale e colmo di Pathos. "Trascendenza" la successiva song che inizia subito improntando un'atmosfera molto oscura ed ossessiva.. semplicemente geniale mi viene da dire, il testo poi fa godere del brano ancora di più, e nel complesso lo decreterei il pezzo più riuscito, ricco di Pathos e ricco di Senso, ottimo esempio di fuosione fra il senso delle Lyrics e l'atmosfera che sembra proprio disegnarsi sulle stesse parole; Brano black anzitutto originale che si potrebbe presentare senza paura alla corte delle migliori composizioni di genere della nostra penisola. Veramente riuscito questo Lotto di pezzi che esplode sul finale con la divina "Trascendenza". Riprendo ironicamente le parole degli Umbra Noctis proprio quando recitano "finalmente tutto ha un senso" che io interpreto con: finalmente capisco cosa dice un gruppo che canta nella mia lingua visto che di solito la cosa non è affatto scontata. Prestazione ottima dei musicisti e del cantante che definirei di gran lunghe sopra le righe, sia tecnicamente che a livello di interpretazione dei testi.. egregi, egregi, spero vivamente e sicuramente non sono l'unico che questi ragazzi abbiano possibilità di andare avanti e che si aprano a loro fertili strade! Consigliati a tutti coloro in cerca di un valido gruppo tricolore! Voto s/v
TRUE METAL
Gli Umbra Noctis sono una giovane band nata alla fine del 2004 in quel di Brescia, e la loro motivazione è stata tale che non ci è voluto molto prima della pubblicazione del primo demo, questo "Luce oltre il Confine", che nonostante contenga cinque pezzi, è stato prodotto con ogni riguardo: dalla confezione al libretto plastificato, dalla copertina indecifrabile ai testi interamente in italiano, la band ha deciso di scommettere molto sulla diffusione di questo lavoro che pur essendo classificabile nell'ambito del black metal, è contaminato da diverse caratteristiche peculiari.
Tanto per iniziare, il colore dominante tra libretto, CD e copertina, è il bianco assoluto. Questo per un CD black è decisamente inusuale, e mi ha ricordato un'altra band italiana, i Laetitia in Holocaust, che ha prodotto un demo più o meno nello stesso periodo e che spicca, nel mucchio delle produzioni italiane del 2006, per il candore della veste grafica.
Pur presentando una line-up completa, altra caratteristica sempre più rara specie in ambito black metal, in realtà la mente del gruppo è Tiziano Valente, il chitarrista, il quale crea le linee melodiche di tutte le canzoni con l'aiuto di Filippo Magri per la stesura dei sofferenti testi.
Sofferenti, già, perché è proprio la sofferenza, sia musicale che intellettuale, alla base di questo "Luce oltre il Confine". Le cinque tracce presenti nel demo rappresentano un concept unico che esprime l'angoscia di un individuo che, trovatosi immerso in una vita di banalità, inizia a cercare il vero significato della vita approdando a numerosi stadi di autocoscienza graduale.
In realtà parlare solo di black è abbastanza riduttivo. Anche se le chitarre hanno un suono distintamente black metal e le percussioni martellano assassine, in ogni dove affiorano influenze death, probabilmente aiutate dal cantato che di tanto in tanto diventa un growl ben congegnato. Spesso inoltre compaiono brevi rallentamenti che oscillano tra l'heavy e il folk, anche se non compaiono né strumenti tipici né ritmiche tali da associare questi intermezzi ai singhiozzi puramente folkloristici di band come Astimi o Aisling.
Il cantato, in buono screaming, non ricalca la violenza tipica del black metal estremo al quale sembra ispirato, ma al contrario è piuttosto sostenuto ed è quasi comprensibile, una vera rarità considerando anche l'idioma utilizzato, l'italiano.
Personalmente sono felice di vedere un'inversione di tendenza che negli ultimi tempi ha favorito la lingua nazionale rispetto all'inglese o ad altre lingue più o meno fruibili.
Il lavoro scorre con interesse fino alla fine, e si appoggia ad alcune scelte di classe come il cantato doppio scream-growl, parti recitate in voce pulita (alcune decisamente melodrammatiche) e alcuni stacchi strumentali di buona atmosfera. Certo, dai suoni scelti fino ai riff utilizzati, questo Luce oltre il Confine non brilla esattamente di originalità, nemmeno al suo interno: la coerenza tra i pezzi è persino eccessiva, e finisce con l'essere un po' impastata, a lungo andare.
Certo il black non è più terra di conquista, ma i nostri Umbra Noctis sembra cerchino di andare oltre. Questo demo ha posto delle fondamenta certamente solide, ora è tutta questione di inventiva e di quella scintilla che li porti laggiù, oltre il confine.
Voto: 71/100
METALITALIA
Debutto assoluto per il quintetto nostrano degli Umbra Noctis. La band, con questo "Luce Oltre Il Confine", lancia il segnale che c'è una scena non propriamente black metal, ma che cerca di ritagliarsi uno spazio particolare. Compito arduo, ma che se portato a compimento di certo potrà portare i suoi frutti. La band mescola per le parti più veloci un black metal canonico in cui il riff di chitarra è il punto fermo e portante, mentre per i mid tempo e per le parti più lente e cadenzate il black metal si lega a soluzioni semplici, ma di stampo death. La seconda parte del CD è la più interessante e particolare perché emerge un lato epico e magico sin prima celato dagli Umbra Noctis. Le tematiche fantasy aiutano, assieme a qualche altra soluzione come il cantato in lingua nazionale o l'utilizzo di voci pulite, ad evocare un mood epico più che credibile e anche il riffing diviene più studiato e convincente. Buono anche l'ultimo pezzo d'atmosfera in cui il riffing lento per una volta rimane entro i dettami del black metal. Debutto discreto, anche se la band paga il dazio inesorabile dell'esperienza, ma non è niente di preoccupante. Alcune soluzioni vanno riviste e soprattutto arricchite con più idee, perché per buona parte del CD i cambi di tempo sono piuttosto prevedibili, così come il riffing, e la band non riesce a sorprendere. Chissà che non diventino i nuovi Borknagar o Enslaved nostrani con un'evoluzione pronunciata e sapientemente sviluppata...
Voto: 6.5/10
HOLYMETAL
Coraggiosissimi Umbra Noctis! Il quintetto lombardo, formatosi nel 2004 per volontà di Davide, Filippo e Omar, pur conoscendo la dichiarata esterofilia che imperversa tra gli ascoltatori nel nostro Paese, ha prodotto un album interamente cantato in italiano, e per di più scegliendo come base una musica tipicamente "straniera", quale è il black metal. Ed il risultato, è contenuto nella prima produzione della band, Luce Oltre Il Confine, un demo di cinque tracce che, come spiegano gli stessi Umbra Noctis nella biografia, sono "legate tra di loro da una storia volutamente fantasy, che nasconde un significato profondo e molto vicino al nostro modo di vedere la vita". Luce Oltre Il Confine è un lavoro assolutamente ben fatto, contenente sonorità preminentemente black, che conferisce un'impressione di oscurità, ma anche elementi folk che rimandano alle atmosfere fantasy. Il cantato è sicuro, deciso, in armonia con il concept generale dell'opera e comprensibile, nonostante una piccola defaillance del parlato nell'introduzione "Terra di Decadenza", in cui forse troppo si coglie l'accento tipico del dialetto locale, e nei "cori"; le parole delle liriche appaiono inoltre scelte con cura e attenzione, l'enfasi è posta su determinate parole chiave. Anche l'artwork appare curato nei minimi dettagli, e risulta in perfetta sintonia con il mood dell'opera.
L'impressione complessiva non puo' che essere positiva e, sebbene io sia certa che i black metallers esterofili non condivideranno questo giudizio, raccomando comunque l'ascolto di questa intrepida e meritevole band che, nonostante i pregiudizi e le difficoltà, ha lavorato sodo ed è riuscita a produrre un lavoro degno di nota!
Voto: 8,5/10
CHRONICLES OF CHAOS
There is something familiar to Umbra Noctis' first self-released mini CD. Perhaps it is their Mediterranean vibe, or the fact that I listened to a lot of Rotting Christ, Varathron and Moonspell in their formative years. Not that these Italians sound too much like the aforementioned bands, but they certainly evoke similar feelings with their music.
The two minute intro is for once interesting, and sets the mood nicely for the fast-paced black metal attack that follows in the remaining four tracks. There is not much originality here, indeed at many points I get that déjà-vu feeling of being reminded of one band or another, never though managing to pinpoint it exactly. At the same time, they make up for it with competent musicianship, good production, some clean vocals which provide variation, mid-paced sections and a general enthusiasm in the songs.
The four main songs that make up most of the EP are quite similar to each other, but they keep your interest throughout without becoming tedious. The rhythm section is almost as prominent as the guitars, providing the recording with a nice full bass tapestry, making it sound heavy and deep. I particularly like the harsh vocal lines, sang in their native Italian language. They remind me of early recordings of some elite Norwegian black metal bands. Not a bad comparison.
Despite being their first release, _Luce Oltre il Confine_ sounds more accomplished than many demo or first releases I have heard. I am very interested to see where their chosen paths will lead them. For now, _Luce Oltre il Confine_ is released by the band in a limited number of copies, and I would certainly recommend you snatch up one for your collection.
Voto:6,5/10
METALLIZED
"Luce Oltre Il Confine", primo lavoro autoprodotto dei bresciani/mantovani Umbra Noctis, ha richiesto un certo lasso di tempo perché potessi metabolizzarlo a dovere.
Per i più appassionati, parlare della scena black underground del nostro Paese non è qualcosa di piacevole: una realtà prolifera, ma non tanto come gli amanti del genere vorrebbero, e che conta sparuti esponenti in grado di tenere alto il vessillo italiano.
Nonostante le tinte fosche di questo quadro della situazione, gli Umbra Noctis potrebbero avere le carte in regola per emergere.
Prima di tutto, validissima l'idea dietro "Luce Oltre Il Confine": una sorta di concept, basato sulla storia, apparentemente semplice, di un uomo che, resosi conto di aver sprecato buona parte della sua vita "sopravvivendo" in un mondo in decadenza, decide di compiere un viaggio per trovare lo scopo ultimo della propria esistenza. In seguito ad un'immane battaglia, in cui rischierà di perdere la vita, egli raggiunge la meta.
Ci si trova quindi davanti a una creatura particolare, che in parte rifugge i clichè di un genere noto (purtroppo) più per la chiusura mentale che per altri meriti: alla fine del suo percorso, costellato di dubbi e di dolore, il protagonista di questa storia narrata in 5 brani giunge alla meta che si era prefissato, benchè essa fosse nebulosa e indefinita. Nonostante le ombre, l' uomo vede una luce, appunto.
è questo il tratto più caratteristico di "Luce Oltre Il Confine", è questa positività, questo senziente ottimismo, che ne fa qualcosa di avulso rispetto a ciò a cui il panorama black ci ha abituati: qui, la realizzazione di se stessi perde l'accezione superomistica che invece è centrale nella prospettiva di gruppi quali gli eminenti Spite Extreme Wing.
Dal mero punto di vista tecnico, "Luce Oltre Il Confine" è un ibrido tra black e death metal, ma che ovviamente propende al primo di questi, che non disdegna anche accenni di folk, il tutto in tinte molto epiche. Azzeccata, vista la natura del tema trattato, il cantato in italiano, che se da un lato rende inevitabili i paragoni con i sovracitati Spite Extreme Wing o con i Via Dolorosa, dall'altro è ottimale per veicolare in modo chiaro e immediato il messaggio contenuto nei testi; tra questi, notevoli "Risveglio", arricchito da una strofa in latino e "Spettri Sul Fiume", che attraverso la dettagliata descrizione di un lungofiume in inverno esprime perfettamente il senso di gelo e di acuta desolazione delle anime che risalgono la corrente in cerca di aiuto).
Desolazione, disperazione, redenzione (nell'accezione latina del termine, ovvero un ritorno a se stessi): sono queste le tre parole che meglio esprimono il viaggio introspettivo di cui gli Umbra Noctis hanno deciso di renderci partecipi.
Un viaggio che ognuno di noi, prima o poi, potrebbe essere spinto a compiere.
Voto:85/100
BLACKMETALONLINE
Gli Umbra Noctis, giovane band Bresciana, presentano il loro primo demo ufficiale, fresco di stampa: "Luce Oltre Il Confine". Un lavoro estremamente gradevole composto da cinque pezzi in perfetto stile melodic black metal con inserti folk e death ben miscelati. Si parte con una intro che è un preludio all'ottimo concept basato sulle vicende di un uomo che, resosi conto di aver vissuto fino a quel momento con pigrizia e indolenza, intraprende un ipotetico viaggio alla ricerca di "se stesso", trovando, solo in punto di morte, il vero scopo della sua vita.
Uno dei meriti dei nostri va sicuramente individuato nella capacità di accompagnare a questo concept delle atmosfere e dei paesaggi che l'ascoltatore può attraversare calandosi perfettamente nel ruolo del protagonista. La seconda traccia, "Risveglio", rimanda ad un metal di marca prettamente svedese con uno spiccato screaming (in italiano comprensibile!!!) che prevale, anche in qualità, sul growl con cui si trova a duettare. "Spettri Sul Fiume" è un pezzo davvero ben fatto, in cui cattiveria e melodia sembrano andare a braccetto accentuando il senso di immersione dell'ascoltatore nell'angoscioso viaggio del protagonista. "Verso l'Alba di Nuova Vita" è sicuramente il brano più personale, occulto e folk dell'intero cd: un pezzo che mette in evidenza la buona tecnica della band ed una originalità che non guasta affatto in un panorama italiano in cui si tende, forse un po' troppo, a "saccheggiare" i lavori nordeuropei e americani.
Chiude il cd "Trascendenza", pezzo molto ritmato con qualche tangibile sfogo violento che rende più variegato un altro buon brano di questo demo. Azzardata ma molto apprezzabile la scelta di cantare in italiano, con qualche incursione nel latino; da registrare anche l'ottima veste grafica del cd: molto professionale e curata al pari della produzione. Tanti complimenti in attesa del primo vero album.
Voto: 7/10
BLACKTERRORMETAL
Nell'ombra italica che sottostà ai grandi nomi della musica nazionale, non da molto tempo formatisi, precisamente nella fine del 2004, vi sono gli Umbra Noctis, band che arriva all'esordio discografico con questo Luce Oltre Il Confine, un lavoro che si presenta con qualche potenziale in più rispetto a molti dei suoi colleghi underground, a partire da un aspetto molto curato, che per nulla si discosta dalle migliori confezioni per dischi prodotti dal mercato 'degli alti ranghi', e da una produzione anch'essa decisamente di buon livello.
Il disco, costruito intorno ad un vibrante viaggio mentale-esistenziale di un proprio alter ego, quasi un'avventura nietzscheiana, è volto alla descrizione dei vari stati del percorso, istanziandone uno per ogni brano, da un iniziale 'Risveglio' fino al raggiungimento della meta ambita, quest'ultima, tuttavia, sempre latente nell'animo del nostro protagonista, un ipotetico Zarathustra che ogni ascoltatore si figurerà a modo suo nella propria mente. A rendere la profondit?, insita dentro il proprio Io, di questo itinerario ci pensano i testi delle canzoni, scritte interamente dalla voce del gruppo, all'incirca uno stile alla Spite Extreme Wings, interamente in italiano (con qualche accenno al latino, sorvolando su alcuni errori grammaticali ed ortografici), tutto finalizzato ad una forma che non vuole essere banale o approssimata, che spesso si rivela di effetto, soprattutto in quei tratti dove voci pulite e melodiche si sovrappongono l'un l'altra riuscendo ben a spezzare interi blocchi di musica che non eccellono in gradevolezza, perchè purtroppo infetti da un black metal abbastanza comune. Infatti, in caso si voglia estrapolare la musica di 'Luce Oltre Il Confine' dal suo contesto, cioè se si voglia valutare il lato prettamente sonoro del disco, rischieremmo di ritrovarci tra le mani un prodotto che di 'musica nera' non ne ha molta, e che puntualmente cade in soluzioni facilmente dimenticabili proprio perchè prive di un certo mordente attitudinale che caratterizza le grandi opere. Tuttavia, tenendo conto che per gli Umbra Noctis si tratta del debutto discografico, e perciò volendo essere magnanimi nel nostro giudizio, potremmo affermare che 'Luce Oltre Il Confine' costituisce una prova iniziale, già di per sè, di buon livello.
Attendendo nuovi risvolti, già in fase di ideazione, di questo progetto musicale, potremmo definire gli Umbra Noctis come una band che ha una gran voglia di comunicare qualcosa e, nonostante il messaggio sia ancora in fase grezza, che risolve la propria iniziazione in un lavoro pregevole per dedizione ma ancora un po' scarno per concezione.
Voto: 2,5/5
METAL MANIAC
Sarà anche facile fare black metal, come sostiene che critica negativamentequesto genere musicale. Però di sicuro per suonare questo tipo di sound ci vuole una autentica rabbia metallica, qualcosa di simile alla carica che aveva il death quando venti anni fa fece la propria comparsa sulla scena ( anch'esso abbatuto dalle critiche ma capace di radicarsi nei gusti dei metallers). Gli Umbra Noctis, insomma, suo-nano black estremista, lo cantano ulu-lando in italiano (e latino), si inseriscono immediatamente nella schiera di questo nuovo BM italiano che sta dicendo sempre più forte la sua. Dalla provincia di Brescia il quintetto parla di battaglia e natura, luce, disperazione e rabbia. E lo fa esattamente come dev'essere fatto, disarmonico e violento, senza eccessive complicazioni ma di sicuro sbavante e con occhi pieni di furia. Non il miglior gruppo del mondo, ma chissenefrega. Perchè quello che conta è lo spirito, nero e ribollente.Quello che gli Umbra hanno al 100% e anche qualcosa in più. Grattuggia per scorticare cadaveri, in viaggio verso il Valhalla degli eroi solitari. Bastardo.
Voto 7/10
METAL EMPIRE
Una bella sorpresa questo demo degli Umbra Noctis, combo lombardo dedito ad un particolarissimo connubio tra black metal melodico e qualche rimando folk, con un riffing che a tratti ricorda i MayheM e i Dissection, il tutto a certe atmosfere care agli Storm: una cosa atipica sicuramente, e quanto mai appetibile per chi ama queste 3 band, come il sottoscritto.
Buone idee dunque ma anche qualche lacuna, soprattutto per quanto riguarda certe scelte di ordine "estetico", come ad esempio la scelta di inserire dei growls fatti onestamente male, come nell'ottima Spettri Sul Fiume, un pezzo veramente ben fatto, ottimo connubio di cattiveria e melodia.
Questo Luce Oltre Il Confine si dipana bene per circa 26 minuti di durata, scanditi da 4 lunghi brani [più intro] dalle ottime melodie e dalle particolari atmosfere: si parte a mille con Risveglio, pezzo di marca svedese, in cui spicca lo screaming in italiano che m'ha fatto provare per la prima volta l'emozione di capire i testi di un cd black dall'ascolto e non dalla lettura del booklet. Buona sostanzialmente la traccia, un tempo medio sorretto da un riffing che qualche volta m'ha rimandato alla mente addirittura i Dark Funeral; di gusto il "duetto" centrale, anche se le voci potevano essere modulate molto meglio, e il growl successivo magari fatto meglio. Dal sapore Naglfar il terzo step del cd, dal titolo Spettri Sul Fiume, il mio brano preferito, che come caratteristiche non si smuove dal canovaccio steso dalla band, su cui però vanno ad innestarsi il bruttissimo growl (ancora...) e qualche bel passaggio ritmico dal sapore death metal. Molto lenta e cadenzata risulta essere la bella traccia 4 dal titolo Verso l'Alba di una Nuova Vita la più folkeggiante del lotto, dove le parti recitate si sprecano; il pezzo ha un sapore antico, quasi occulto; è fatto veramente bene, ed è estremamente personale, punto a favore degli Umbrae Noctis che quantomeno provano a rendersi riconoscibili nel marasma di uscite in ambito black in Italia, quindi estremo onore a loro! Chiude questo cd Trascendenza, altro pezzo molto lento e cadenzato, con qualche piccola sfuriata che rende più succoso un altro validissimo brano di questo bel demo, che dalla sua, tra l'altro, ha anche una "confezione" niente male, molto professionale, impressione che tra l'altro si respira sentendo tutto il cd, ben registrato e altrettanto ben suonato.
Se gli Umbra Noctis continuano sulla strada intrapresa, evolvendo ancor di più il loro sound in qualcosa di maggiormente organico, magari eliminando le stonature apparse in questo demo, già al prossimo lavoro potranno farci vedere la reale entità delle loro capacità, confermando, o, come spero, implementando, le aspettative che al momento ripongo su di loro.
Da sostenere.
Voto: 4/5
INFERNAL CRUSADE
Nati nel 2004, gli italiani Umbra Noctis giungono all'esordio con il demo "Luce Oltre Il Confine" e colpiscono subito nel segno! "Luce Oltre Il confine" è un lavoro complesso, un concept basato sul viaggio personale e introspettivo di un uomo che, resosi conto della sua decadente e mediocre vita, viaggia alla ricerca della sua vera natura: il viaggio si concluderà solo alla sua morte, quando finalmente si accenderà quella "luce oltre il confine" così tanto cercata.
Vicini per certi versi ai primi Evol, gli Umbra Noctis (come loro stessi giustamente affermano) "abbracciano il lato più profondo ed emozionale del black metal", senza comunque traslasciare la natura più prettamente oscura e malvagia del genere stesso.
Dopo l'opener, altamente evocativa e d'atmosfera, il demo si apre con "Risveglio", song capace di mettere in luce la buona tecnica compositiva della band, pienamente in grado di alternare parti più cadenzati a stacchi veloci e feroci. Da segnalare ed elogiare l'ottimo e comprensibilissimo scream (in italiano!!!), sofferto, lancinante, vero punto di forza dell'intero album. Ben supportato da azzeccati stacchi growl, ci svela e ci accompagna con estrema efficacia nelle atmosfere che regnano nei vari momenti dell'album.
"Spettri sul fiume" è a mio avviso il miglior pezzo dell'album e ben riassume il black-metal profondo, intimistico, violento e angosciante, proposto dagli Umbra Noctis. Un pezzo davvero incredibile che mi ha subito conquistato e sfido chiunque a non cantare a squarciagola l'esoterico saluto "addio... spettri sul fiume"!
"Verso l'Alba Di Nuova Vita" è il pezzo più strutturato, grazie ai vari inserimenti oscuri e d'atmosfera. E' proprio in questo brano, grazie alla sua complessità e varietà, che possiamo apprezzare le capacità sia tecniche che di song-writing della band, capace di spaziare senza intoppi tra momenti introspettivi di sicuro effetto e stacchi più veloci e brutali.
"Trascendenza" conclude il viaggio, un pezzo cadenzato, ricco di cambi di tempo capaci di donare alla lunga canzone un buon dinamismo.
L'ottima produzione, sia dal punto di vista strettamente sonoro, sia dal punto di vista grafico, fa di questo "Luce Oltre Il Confine" un titolo estremamente interessante, personale, intelligente e di sicuro impatto.
L'acquisto è caldamente consigliato: vi ritroverete tra le mani un disco eccellente, per un gruppo che merita attenzione e massimo supporto!
La prima cosa che mi ha colpito dei bresciani Umbra Noctis è il loro voler suonare black metal senza però aderire in senso stretto ai rigidi stilemi del genere. Un problema che in quest'area è molto sentito dai gruppi emergenti, forse anche per il ricordo di quello che accadeva all'inizio degli anni novanta a chi era ritenuto responsabile di occuparsi di temi più leggeri o addirittura legati a tematiche sociali. Ma i tempi fortunatamente sono cambiati e nel frattempo il black è stato stravolto e rivisitato innumerevoli volte, riuscendo a essere in parte strappato da quell'immagine di corpse painting, croci rovesciate e profanazione di tombe. Questo preambolo è necessario per spiegare l'alone di positività e ottimismo che pervade "Luce Oltre Il Confine", storia di uno qualsiasi di noi che prende coscienza di vivere in un mondo decadente in continuo declino. Da qui la decisione di intraprendere un viaggio di purificazione verso un obiettivo sfumato e imprecisato, che attraverso una devastante battaglia lo condurrà a una meta finalmente appagante. Lo stile scelto per raccontare questa storia è un black metal dalle tinte epiche e battagliere, spesso venato di death ma capace anche di qualche incursione in territori folk. La maturità artistica del gruppo non è ancora totalmente raggiunta, visto che a parti riuscite e ben coese si accostano pezzi in cui il songwriting pare più incerto e amatoriale. Nonostante la semplicità delle strutture risultano evidenti le buone capacità tecniche dei cinque componenti, in particolare per quanto riguarda il comparto vocale. La sovrapposizione di screaming e growling è valida, ma forse un pò abusata, mentre gli inserimenti di voce pulita aggiungono altra epicità a quella già creata dalla musica. Forse rivedrei l'esperienza del cantato in italiano, che rende le parole un po' banali e nelle parti declamate lascia intravedere qualche inflessione dialettale che rende il tutto meno credibile. Ma si tratta di una scelta personale, e come tale va rispettata!
Voto: 7/10
LEGIONE NERA
Promettente formazione black metal nostrano gli Umbra Noctis! che ci propongono il loro "Luce Oltre il Confine". Dopo una Intro in prosa, parlato e recitato su una base strumentale marziale e solenne, si parte con una vera e propria raffica di neve fatta di chitarre glaciali e batteria tagliente: ma fin qui niente di insolito per un brano black che si rispetti potrebbero obiettare i più acuti di voi.. ebbene invece c'è da dire più! Anzitutto già dalla prima e vera song "Risveglio" si evidenziano una certa perizia tecnica e una certa abilità nel dare interessanti sfumature ai brani a livello sonoro, in secondo luogo il cantato in madre lingue è uno dei migliori che abbia mai sentito, scandito e chiaro e si capisce senza avere sotto un libro delle profezie di Nostradamus come spesso capita con certi gruppi black o pseudo parodie di essi. Il testo che si coglie al primo ascolto può veramente qui ricoprire parte fondamentale del brano arricchendolo di molto e rendendolo più significativo e persuasivo! Anche i cori a voce pulita devo dire che non deludono mostrandosi epici e astutamente melodici. Molto convincente anche il fraseggio delle doppie chitarre, che crea accattivanti intrecci melodici. Già il primo riff del terzo brano senza aver ancora ascoltato il resto della song mi persuade a pensare che il cd che sto ascoltando sia qualcosa di veramente valido e credibile. Molti cambi di tempo formano il pezzo, "Spettri Sul Fiume" appunto, mostrando a mio modestissimo parere un certo e pregevolissimo background death metal a livello chitarristico: la song ha veramente "tiro" se mi passate l'espressione e sa colpire diretta l'orecchio di colui che vuole farsi travolgere da una bufera black metal in piena regola. Certo non manca nel riffing un certo sound che potremmo ricondurre alla nostra nostrana scena e direi che anche questo è pregevole, facendo spiccare la band fra coloro che meglio sanno interpretare la valenza che il verbo nero ha assunto nella penisola. Decisamente più strano il quarto brano che suona tuttavia ugualmente accattivante: si tratta infatti di un pezzo Mid Tempo che definire solamente "Cattivo" sarebbe riduttivo ed equivarrebbe a non rendergli giusta grazia: esso appare infatti ossessivo martellante funebre, malsano, colmo di odio! La parte centrale a chitarre acustiche e successivamente la parte recitata a clean vocals poi non saprei bene neanche come descriverle e classificarle e di fatto non ce ne è bisogno! basta dire che sono semplicemente azzeccatissime, in questa song che risulta un'inno alla guerra teatrale e colmo di Pathos. "Trascendenza" la successiva song che inizia subito improntando un'atmosfera molto oscura ed ossessiva.. semplicemente geniale mi viene da dire, il testo poi fa godere del brano ancora di più, e nel complesso lo decreterei il pezzo più riuscito, ricco di Pathos e ricco di Senso, ottimo esempio di fuosione fra il senso delle Lyrics e l'atmosfera che sembra proprio disegnarsi sulle stesse parole; Brano black anzitutto originale che si potrebbe presentare senza paura alla corte delle migliori composizioni di genere della nostra penisola. Veramente riuscito questo Lotto di pezzi che esplode sul finale con la divina "Trascendenza". Riprendo ironicamente le parole degli Umbra Noctis proprio quando recitano "finalmente tutto ha un senso" che io interpreto con: finalmente capisco cosa dice un gruppo che canta nella mia lingua visto che di solito la cosa non è affatto scontata. Prestazione ottima dei musicisti e del cantante che definirei di gran lunghe sopra le righe, sia tecnicamente che a livello di interpretazione dei testi.. egregi, egregi, spero vivamente e sicuramente non sono l'unico che questi ragazzi abbiano possibilità di andare avanti e che si aprano a loro fertili strade! Consigliati a tutti coloro in cerca di un valido gruppo tricolore! Voto s/v
TRUE METAL
Gli Umbra Noctis sono una giovane band nata alla fine del 2004 in quel di Brescia, e la loro motivazione è stata tale che non ci è voluto molto prima della pubblicazione del primo demo, questo "Luce oltre il Confine", che nonostante contenga cinque pezzi, è stato prodotto con ogni riguardo: dalla confezione al libretto plastificato, dalla copertina indecifrabile ai testi interamente in italiano, la band ha deciso di scommettere molto sulla diffusione di questo lavoro che pur essendo classificabile nell'ambito del black metal, è contaminato da diverse caratteristiche peculiari.
Tanto per iniziare, il colore dominante tra libretto, CD e copertina, è il bianco assoluto. Questo per un CD black è decisamente inusuale, e mi ha ricordato un'altra band italiana, i Laetitia in Holocaust, che ha prodotto un demo più o meno nello stesso periodo e che spicca, nel mucchio delle produzioni italiane del 2006, per il candore della veste grafica.
Pur presentando una line-up completa, altra caratteristica sempre più rara specie in ambito black metal, in realtà la mente del gruppo è Tiziano Valente, il chitarrista, il quale crea le linee melodiche di tutte le canzoni con l'aiuto di Filippo Magri per la stesura dei sofferenti testi.
Sofferenti, già, perché è proprio la sofferenza, sia musicale che intellettuale, alla base di questo "Luce oltre il Confine". Le cinque tracce presenti nel demo rappresentano un concept unico che esprime l'angoscia di un individuo che, trovatosi immerso in una vita di banalità, inizia a cercare il vero significato della vita approdando a numerosi stadi di autocoscienza graduale.
In realtà parlare solo di black è abbastanza riduttivo. Anche se le chitarre hanno un suono distintamente black metal e le percussioni martellano assassine, in ogni dove affiorano influenze death, probabilmente aiutate dal cantato che di tanto in tanto diventa un growl ben congegnato. Spesso inoltre compaiono brevi rallentamenti che oscillano tra l'heavy e il folk, anche se non compaiono né strumenti tipici né ritmiche tali da associare questi intermezzi ai singhiozzi puramente folkloristici di band come Astimi o Aisling.
Il cantato, in buono screaming, non ricalca la violenza tipica del black metal estremo al quale sembra ispirato, ma al contrario è piuttosto sostenuto ed è quasi comprensibile, una vera rarità considerando anche l'idioma utilizzato, l'italiano.
Personalmente sono felice di vedere un'inversione di tendenza che negli ultimi tempi ha favorito la lingua nazionale rispetto all'inglese o ad altre lingue più o meno fruibili.
Il lavoro scorre con interesse fino alla fine, e si appoggia ad alcune scelte di classe come il cantato doppio scream-growl, parti recitate in voce pulita (alcune decisamente melodrammatiche) e alcuni stacchi strumentali di buona atmosfera. Certo, dai suoni scelti fino ai riff utilizzati, questo Luce oltre il Confine non brilla esattamente di originalità, nemmeno al suo interno: la coerenza tra i pezzi è persino eccessiva, e finisce con l'essere un po' impastata, a lungo andare.
Certo il black non è più terra di conquista, ma i nostri Umbra Noctis sembra cerchino di andare oltre. Questo demo ha posto delle fondamenta certamente solide, ora è tutta questione di inventiva e di quella scintilla che li porti laggiù, oltre il confine.
Voto: 71/100
METALITALIA
Debutto assoluto per il quintetto nostrano degli Umbra Noctis. La band, con questo "Luce Oltre Il Confine", lancia il segnale che c'è una scena non propriamente black metal, ma che cerca di ritagliarsi uno spazio particolare. Compito arduo, ma che se portato a compimento di certo potrà portare i suoi frutti. La band mescola per le parti più veloci un black metal canonico in cui il riff di chitarra è il punto fermo e portante, mentre per i mid tempo e per le parti più lente e cadenzate il black metal si lega a soluzioni semplici, ma di stampo death. La seconda parte del CD è la più interessante e particolare perché emerge un lato epico e magico sin prima celato dagli Umbra Noctis. Le tematiche fantasy aiutano, assieme a qualche altra soluzione come il cantato in lingua nazionale o l'utilizzo di voci pulite, ad evocare un mood epico più che credibile e anche il riffing diviene più studiato e convincente. Buono anche l'ultimo pezzo d'atmosfera in cui il riffing lento per una volta rimane entro i dettami del black metal. Debutto discreto, anche se la band paga il dazio inesorabile dell'esperienza, ma non è niente di preoccupante. Alcune soluzioni vanno riviste e soprattutto arricchite con più idee, perché per buona parte del CD i cambi di tempo sono piuttosto prevedibili, così come il riffing, e la band non riesce a sorprendere. Chissà che non diventino i nuovi Borknagar o Enslaved nostrani con un'evoluzione pronunciata e sapientemente sviluppata...
Voto: 6.5/10
HOLYMETAL
Coraggiosissimi Umbra Noctis! Il quintetto lombardo, formatosi nel 2004 per volontà di Davide, Filippo e Omar, pur conoscendo la dichiarata esterofilia che imperversa tra gli ascoltatori nel nostro Paese, ha prodotto un album interamente cantato in italiano, e per di più scegliendo come base una musica tipicamente "straniera", quale è il black metal. Ed il risultato, è contenuto nella prima produzione della band, Luce Oltre Il Confine, un demo di cinque tracce che, come spiegano gli stessi Umbra Noctis nella biografia, sono "legate tra di loro da una storia volutamente fantasy, che nasconde un significato profondo e molto vicino al nostro modo di vedere la vita". Luce Oltre Il Confine è un lavoro assolutamente ben fatto, contenente sonorità preminentemente black, che conferisce un'impressione di oscurità, ma anche elementi folk che rimandano alle atmosfere fantasy. Il cantato è sicuro, deciso, in armonia con il concept generale dell'opera e comprensibile, nonostante una piccola defaillance del parlato nell'introduzione "Terra di Decadenza", in cui forse troppo si coglie l'accento tipico del dialetto locale, e nei "cori"; le parole delle liriche appaiono inoltre scelte con cura e attenzione, l'enfasi è posta su determinate parole chiave. Anche l'artwork appare curato nei minimi dettagli, e risulta in perfetta sintonia con il mood dell'opera.
L'impressione complessiva non puo' che essere positiva e, sebbene io sia certa che i black metallers esterofili non condivideranno questo giudizio, raccomando comunque l'ascolto di questa intrepida e meritevole band che, nonostante i pregiudizi e le difficoltà, ha lavorato sodo ed è riuscita a produrre un lavoro degno di nota!
Voto: 8,5/10
CHRONICLES OF CHAOS
There is something familiar to Umbra Noctis' first self-released mini CD. Perhaps it is their Mediterranean vibe, or the fact that I listened to a lot of Rotting Christ, Varathron and Moonspell in their formative years. Not that these Italians sound too much like the aforementioned bands, but they certainly evoke similar feelings with their music.
The two minute intro is for once interesting, and sets the mood nicely for the fast-paced black metal attack that follows in the remaining four tracks. There is not much originality here, indeed at many points I get that déjà-vu feeling of being reminded of one band or another, never though managing to pinpoint it exactly. At the same time, they make up for it with competent musicianship, good production, some clean vocals which provide variation, mid-paced sections and a general enthusiasm in the songs.
The four main songs that make up most of the EP are quite similar to each other, but they keep your interest throughout without becoming tedious. The rhythm section is almost as prominent as the guitars, providing the recording with a nice full bass tapestry, making it sound heavy and deep. I particularly like the harsh vocal lines, sang in their native Italian language. They remind me of early recordings of some elite Norwegian black metal bands. Not a bad comparison.
Despite being their first release, _Luce Oltre il Confine_ sounds more accomplished than many demo or first releases I have heard. I am very interested to see where their chosen paths will lead them. For now, _Luce Oltre il Confine_ is released by the band in a limited number of copies, and I would certainly recommend you snatch up one for your collection.
Voto:6,5/10
METALLIZED
"Luce Oltre Il Confine", primo lavoro autoprodotto dei bresciani/mantovani Umbra Noctis, ha richiesto un certo lasso di tempo perché potessi metabolizzarlo a dovere.
Per i più appassionati, parlare della scena black underground del nostro Paese non è qualcosa di piacevole: una realtà prolifera, ma non tanto come gli amanti del genere vorrebbero, e che conta sparuti esponenti in grado di tenere alto il vessillo italiano.
Nonostante le tinte fosche di questo quadro della situazione, gli Umbra Noctis potrebbero avere le carte in regola per emergere.
Prima di tutto, validissima l'idea dietro "Luce Oltre Il Confine": una sorta di concept, basato sulla storia, apparentemente semplice, di un uomo che, resosi conto di aver sprecato buona parte della sua vita "sopravvivendo" in un mondo in decadenza, decide di compiere un viaggio per trovare lo scopo ultimo della propria esistenza. In seguito ad un'immane battaglia, in cui rischierà di perdere la vita, egli raggiunge la meta.
Ci si trova quindi davanti a una creatura particolare, che in parte rifugge i clichè di un genere noto (purtroppo) più per la chiusura mentale che per altri meriti: alla fine del suo percorso, costellato di dubbi e di dolore, il protagonista di questa storia narrata in 5 brani giunge alla meta che si era prefissato, benchè essa fosse nebulosa e indefinita. Nonostante le ombre, l' uomo vede una luce, appunto.
è questo il tratto più caratteristico di "Luce Oltre Il Confine", è questa positività, questo senziente ottimismo, che ne fa qualcosa di avulso rispetto a ciò a cui il panorama black ci ha abituati: qui, la realizzazione di se stessi perde l'accezione superomistica che invece è centrale nella prospettiva di gruppi quali gli eminenti Spite Extreme Wing.
Dal mero punto di vista tecnico, "Luce Oltre Il Confine" è un ibrido tra black e death metal, ma che ovviamente propende al primo di questi, che non disdegna anche accenni di folk, il tutto in tinte molto epiche. Azzeccata, vista la natura del tema trattato, il cantato in italiano, che se da un lato rende inevitabili i paragoni con i sovracitati Spite Extreme Wing o con i Via Dolorosa, dall'altro è ottimale per veicolare in modo chiaro e immediato il messaggio contenuto nei testi; tra questi, notevoli "Risveglio", arricchito da una strofa in latino e "Spettri Sul Fiume", che attraverso la dettagliata descrizione di un lungofiume in inverno esprime perfettamente il senso di gelo e di acuta desolazione delle anime che risalgono la corrente in cerca di aiuto).
Desolazione, disperazione, redenzione (nell'accezione latina del termine, ovvero un ritorno a se stessi): sono queste le tre parole che meglio esprimono il viaggio introspettivo di cui gli Umbra Noctis hanno deciso di renderci partecipi.
Un viaggio che ognuno di noi, prima o poi, potrebbe essere spinto a compiere.
Voto:85/100
BLACKMETALONLINE
Gli Umbra Noctis, giovane band Bresciana, presentano il loro primo demo ufficiale, fresco di stampa: "Luce Oltre Il Confine". Un lavoro estremamente gradevole composto da cinque pezzi in perfetto stile melodic black metal con inserti folk e death ben miscelati. Si parte con una intro che è un preludio all'ottimo concept basato sulle vicende di un uomo che, resosi conto di aver vissuto fino a quel momento con pigrizia e indolenza, intraprende un ipotetico viaggio alla ricerca di "se stesso", trovando, solo in punto di morte, il vero scopo della sua vita.
Uno dei meriti dei nostri va sicuramente individuato nella capacità di accompagnare a questo concept delle atmosfere e dei paesaggi che l'ascoltatore può attraversare calandosi perfettamente nel ruolo del protagonista. La seconda traccia, "Risveglio", rimanda ad un metal di marca prettamente svedese con uno spiccato screaming (in italiano comprensibile!!!) che prevale, anche in qualità, sul growl con cui si trova a duettare. "Spettri Sul Fiume" è un pezzo davvero ben fatto, in cui cattiveria e melodia sembrano andare a braccetto accentuando il senso di immersione dell'ascoltatore nell'angoscioso viaggio del protagonista. "Verso l'Alba di Nuova Vita" è sicuramente il brano più personale, occulto e folk dell'intero cd: un pezzo che mette in evidenza la buona tecnica della band ed una originalità che non guasta affatto in un panorama italiano in cui si tende, forse un po' troppo, a "saccheggiare" i lavori nordeuropei e americani.
Chiude il cd "Trascendenza", pezzo molto ritmato con qualche tangibile sfogo violento che rende più variegato un altro buon brano di questo demo. Azzardata ma molto apprezzabile la scelta di cantare in italiano, con qualche incursione nel latino; da registrare anche l'ottima veste grafica del cd: molto professionale e curata al pari della produzione. Tanti complimenti in attesa del primo vero album.
Voto: 7/10
BLACKTERRORMETAL
Nell'ombra italica che sottostà ai grandi nomi della musica nazionale, non da molto tempo formatisi, precisamente nella fine del 2004, vi sono gli Umbra Noctis, band che arriva all'esordio discografico con questo Luce Oltre Il Confine, un lavoro che si presenta con qualche potenziale in più rispetto a molti dei suoi colleghi underground, a partire da un aspetto molto curato, che per nulla si discosta dalle migliori confezioni per dischi prodotti dal mercato 'degli alti ranghi', e da una produzione anch'essa decisamente di buon livello.
Il disco, costruito intorno ad un vibrante viaggio mentale-esistenziale di un proprio alter ego, quasi un'avventura nietzscheiana, è volto alla descrizione dei vari stati del percorso, istanziandone uno per ogni brano, da un iniziale 'Risveglio' fino al raggiungimento della meta ambita, quest'ultima, tuttavia, sempre latente nell'animo del nostro protagonista, un ipotetico Zarathustra che ogni ascoltatore si figurerà a modo suo nella propria mente. A rendere la profondit?, insita dentro il proprio Io, di questo itinerario ci pensano i testi delle canzoni, scritte interamente dalla voce del gruppo, all'incirca uno stile alla Spite Extreme Wings, interamente in italiano (con qualche accenno al latino, sorvolando su alcuni errori grammaticali ed ortografici), tutto finalizzato ad una forma che non vuole essere banale o approssimata, che spesso si rivela di effetto, soprattutto in quei tratti dove voci pulite e melodiche si sovrappongono l'un l'altra riuscendo ben a spezzare interi blocchi di musica che non eccellono in gradevolezza, perchè purtroppo infetti da un black metal abbastanza comune. Infatti, in caso si voglia estrapolare la musica di 'Luce Oltre Il Confine' dal suo contesto, cioè se si voglia valutare il lato prettamente sonoro del disco, rischieremmo di ritrovarci tra le mani un prodotto che di 'musica nera' non ne ha molta, e che puntualmente cade in soluzioni facilmente dimenticabili proprio perchè prive di un certo mordente attitudinale che caratterizza le grandi opere. Tuttavia, tenendo conto che per gli Umbra Noctis si tratta del debutto discografico, e perciò volendo essere magnanimi nel nostro giudizio, potremmo affermare che 'Luce Oltre Il Confine' costituisce una prova iniziale, già di per sè, di buon livello.
Attendendo nuovi risvolti, già in fase di ideazione, di questo progetto musicale, potremmo definire gli Umbra Noctis come una band che ha una gran voglia di comunicare qualcosa e, nonostante il messaggio sia ancora in fase grezza, che risolve la propria iniziazione in un lavoro pregevole per dedizione ma ancora un po' scarno per concezione.
Voto: 2,5/5
METAL MANIAC
Sarà anche facile fare black metal, come sostiene che critica negativamentequesto genere musicale. Però di sicuro per suonare questo tipo di sound ci vuole una autentica rabbia metallica, qualcosa di simile alla carica che aveva il death quando venti anni fa fece la propria comparsa sulla scena ( anch'esso abbatuto dalle critiche ma capace di radicarsi nei gusti dei metallers). Gli Umbra Noctis, insomma, suo-nano black estremista, lo cantano ulu-lando in italiano (e latino), si inseriscono immediatamente nella schiera di questo nuovo BM italiano che sta dicendo sempre più forte la sua. Dalla provincia di Brescia il quintetto parla di battaglia e natura, luce, disperazione e rabbia. E lo fa esattamente come dev'essere fatto, disarmonico e violento, senza eccessive complicazioni ma di sicuro sbavante e con occhi pieni di furia. Non il miglior gruppo del mondo, ma chissenefrega. Perchè quello che conta è lo spirito, nero e ribollente.Quello che gli Umbra hanno al 100% e anche qualcosa in più. Grattuggia per scorticare cadaveri, in viaggio verso il Valhalla degli eroi solitari. Bastardo.
Voto 7/10
METAL EMPIRE
Una bella sorpresa questo demo degli Umbra Noctis, combo lombardo dedito ad un particolarissimo connubio tra black metal melodico e qualche rimando folk, con un riffing che a tratti ricorda i MayheM e i Dissection, il tutto a certe atmosfere care agli Storm: una cosa atipica sicuramente, e quanto mai appetibile per chi ama queste 3 band, come il sottoscritto.
Buone idee dunque ma anche qualche lacuna, soprattutto per quanto riguarda certe scelte di ordine "estetico", come ad esempio la scelta di inserire dei growls fatti onestamente male, come nell'ottima Spettri Sul Fiume, un pezzo veramente ben fatto, ottimo connubio di cattiveria e melodia.
Questo Luce Oltre Il Confine si dipana bene per circa 26 minuti di durata, scanditi da 4 lunghi brani [più intro] dalle ottime melodie e dalle particolari atmosfere: si parte a mille con Risveglio, pezzo di marca svedese, in cui spicca lo screaming in italiano che m'ha fatto provare per la prima volta l'emozione di capire i testi di un cd black dall'ascolto e non dalla lettura del booklet. Buona sostanzialmente la traccia, un tempo medio sorretto da un riffing che qualche volta m'ha rimandato alla mente addirittura i Dark Funeral; di gusto il "duetto" centrale, anche se le voci potevano essere modulate molto meglio, e il growl successivo magari fatto meglio. Dal sapore Naglfar il terzo step del cd, dal titolo Spettri Sul Fiume, il mio brano preferito, che come caratteristiche non si smuove dal canovaccio steso dalla band, su cui però vanno ad innestarsi il bruttissimo growl (ancora...) e qualche bel passaggio ritmico dal sapore death metal. Molto lenta e cadenzata risulta essere la bella traccia 4 dal titolo Verso l'Alba di una Nuova Vita la più folkeggiante del lotto, dove le parti recitate si sprecano; il pezzo ha un sapore antico, quasi occulto; è fatto veramente bene, ed è estremamente personale, punto a favore degli Umbrae Noctis che quantomeno provano a rendersi riconoscibili nel marasma di uscite in ambito black in Italia, quindi estremo onore a loro! Chiude questo cd Trascendenza, altro pezzo molto lento e cadenzato, con qualche piccola sfuriata che rende più succoso un altro validissimo brano di questo bel demo, che dalla sua, tra l'altro, ha anche una "confezione" niente male, molto professionale, impressione che tra l'altro si respira sentendo tutto il cd, ben registrato e altrettanto ben suonato.
Se gli Umbra Noctis continuano sulla strada intrapresa, evolvendo ancor di più il loro sound in qualcosa di maggiormente organico, magari eliminando le stonature apparse in questo demo, già al prossimo lavoro potranno farci vedere la reale entità delle loro capacità, confermando, o, come spero, implementando, le aspettative che al momento ripongo su di loro.
Da sostenere.
Voto: 4/5
INFERNAL CRUSADE
Nati nel 2004, gli italiani Umbra Noctis giungono all'esordio con il demo "Luce Oltre Il Confine" e colpiscono subito nel segno! "Luce Oltre Il confine" è un lavoro complesso, un concept basato sul viaggio personale e introspettivo di un uomo che, resosi conto della sua decadente e mediocre vita, viaggia alla ricerca della sua vera natura: il viaggio si concluderà solo alla sua morte, quando finalmente si accenderà quella "luce oltre il confine" così tanto cercata.
Vicini per certi versi ai primi Evol, gli Umbra Noctis (come loro stessi giustamente affermano) "abbracciano il lato più profondo ed emozionale del black metal", senza comunque traslasciare la natura più prettamente oscura e malvagia del genere stesso.
Dopo l'opener, altamente evocativa e d'atmosfera, il demo si apre con "Risveglio", song capace di mettere in luce la buona tecnica compositiva della band, pienamente in grado di alternare parti più cadenzati a stacchi veloci e feroci. Da segnalare ed elogiare l'ottimo e comprensibilissimo scream (in italiano!!!), sofferto, lancinante, vero punto di forza dell'intero album. Ben supportato da azzeccati stacchi growl, ci svela e ci accompagna con estrema efficacia nelle atmosfere che regnano nei vari momenti dell'album.
"Spettri sul fiume" è a mio avviso il miglior pezzo dell'album e ben riassume il black-metal profondo, intimistico, violento e angosciante, proposto dagli Umbra Noctis. Un pezzo davvero incredibile che mi ha subito conquistato e sfido chiunque a non cantare a squarciagola l'esoterico saluto "addio... spettri sul fiume"!
"Verso l'Alba Di Nuova Vita" è il pezzo più strutturato, grazie ai vari inserimenti oscuri e d'atmosfera. E' proprio in questo brano, grazie alla sua complessità e varietà, che possiamo apprezzare le capacità sia tecniche che di song-writing della band, capace di spaziare senza intoppi tra momenti introspettivi di sicuro effetto e stacchi più veloci e brutali.
"Trascendenza" conclude il viaggio, un pezzo cadenzato, ricco di cambi di tempo capaci di donare alla lunga canzone un buon dinamismo.
L'ottima produzione, sia dal punto di vista strettamente sonoro, sia dal punto di vista grafico, fa di questo "Luce Oltre Il Confine" un titolo estremamente interessante, personale, intelligente e di sicuro impatto.
L'acquisto è caldamente consigliato: vi ritroverete tra le mani un disco eccellente, per un gruppo che merita attenzione e massimo supporto!



